#TigCloudPA12 Il Cloud per la Pubblica Amministrazione


L'inizio del Summit

Il 29 Novembre si è tenuto il Cloud Computing Summit per la Pubblica Amministrazione organizzato da The Innovation Group e promosso da Forumpa.it, ASTRID e THINK!. Le finalità del summit erano quelle di “Presentare ai rappresentanti del Governo e della PA Centrale e Locale una serie di progetti e di proposte preliminari  risultanti dall’attività dell’Osservatorio per la diffusione del Cloud nei Comuni, Sanità e nelle Infrastrutture Strategiche del paese. Fornire il più ampio panorama delle soluzioni e dei servizi Cloud che l’industria ICT rende disponibili alla PA sia a livello nazionale che internazionale. Riconoscere e premiare le soluzioni di eccellenza nell’ambito del Cloud promosse dalla Pubblica Amministrazione Italiana

Le prime impressioni entrando nella sala principale: un evento seguito da moltissime persone interessate e partecipi (1100 collegate da più sale), anzi per usare un frase di  Roberto Masiero,persone competenti, coinvolte e appassionate“. Peccato che in sala ci fosse poco campo per far collegare gli smartphone e non sia stata disponibile la rete WiFi del centro Roma Eventi, perchè tramite l’hashtag  #TigCloudPA12 si sarebbe potuto commentare in diretta; io ho provato prima dell’inizio, ma mi sono arreso subito.

RapportoCloudPA-227x300L’agenda prevedeva nella mattinata la presentazione del rapporto “Pubblica Amministrazione che si trasforma: cloud computing, federalismo, interoperabilità” (peccato non ci sia la versione e-book …), la premiazione e due tavole rotonde, la prima con alcuni rsppresentanti dell’industria ICT sulle opportunità fornite dall’Agenda Digitale Italiana e su come le aziende ICT possono contribuire;  la seconda, con rappresentanti della PA, sul tema descritto dal titolo del rapporto presentato. Nel pomeriggio, dopo un’altra tavola rotonda con aziende e rappresentati della PA, i lavori si sono suddivisi in due sale dove sono intervenuti i rappreentanti delle PA premiate e si è dibattuto di: Il Cloud come metafora della trasformazione in atto, Il Cloud come abilitatore delle Smart Cities in una sala; Reti e Data center, Sicurezza strategica dei dati, Governance dei progetti nazionali a valenza sistematica e Nuvola pubblica certificata nell’altra.

Per chi non avesse idea di che realtà è l’ICT della PA basta riportare pochi dati rbaditi più volte durante l’evento: nella Pubblica Amministrazione centrale ci sono 1033 datacenter censiti, nella PA locale circa 3000; con un impiego di circa 20.000 addetti.

Purtroppo, sono riuscito a partecipare solo alla mattinata. Dico purtroppo perché effetivamente ho trovato l’evento interessante e stimolante. Ho sentito dei commenti del tipo “siamo ancora a parlare, ma non si è fatto nulla!“; d’accordo è vero che si poteva fare di più e prima, ma essere qui a parlare di proposte e premiare alcune realizzazioni, è il presupposto per fare di più e fare meglio. Quindi, per quanto possa essere critico su alcune proposte e/o opinioni (ma questo è il succo della condivisione costruttiva), posso solo elogiare l’iniziativa e l’impegno degli organizzatori.

Nella mattina è intervenuto anche il Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione Filippo Patroni Griffi. Con un intervento centrato sull’importanza dell’Agenda Digitale, i suoi contenuti e di come la sua realizzazione sia fondamentale per attuare delle politiche di trasparenza. Mi è piaciuto perché ha mostrato di conoscere bene i contenuti dell’agenda, senza parlarne usando degli slogan e sopratutto senza leggere; ma anche per il modo di comunicare chiaro, semplice e concreto. Poi il Ministro, insieme con Carlo Mochi Sismondi, ha effettuato la premiazione, come migliori realizzazioni di Cloud nella PA, di questi enti:
– Comune di UDINE
– ISTAT
– Min. Affari Esteri
– Informatica Trentina
– Min. dell’Economia e delle Finanze
– Regione Toscana

Per quanto riguarda le tavole rotonde, ho difficoltà a commentare la prima dove (in rigoroso ordine alfabetico aziendale) hanno partecipato: Giuseppe Gorla, Responsabile Technology Consulting, Accenture, Pierpaolo Taliento, Vice President and General Manager, Southern Region, CA Technologies,
Lorenzo Gonzales, Business Consultant HP Technology Services, Hewlett-Packard Italiana, Eva D’Onofrio, Vice President Global Technology Services, IBM Italia, Pierfrancesco Di Giuseppe, Country Leader, Oracle Italia.
La mia difficoltà nasce dal fatto che le mie opinioni vi potranno sembrare viziate per amor di stipendio. Si, non ho mai fatto segreto di essere un dipendente IBM e i commenti fatti da Eva D’onofrio, a mio parere sono stati i più concreti e comprensibili. Eva ha sostenuto che le innovazioni nell’ICT della PA sono in grado di dare risposta alle quattro aree di attenzione importanti per il nostro paese: ottimizzazione della spesa pubblica, aumento dell’efficenza della PA, attrattiva ad investimenti esteri e contrasto alle frodi. Ha usato questo termine elegante; io che non so parlare in pubblico avrei detto alla corruzione e all’evasione. Poi ha messo in evidenza come sarebbe necessario adottare una figura già presente in altri paesi il CIO della PA e ha espresso la necessità di una roadmap più concreta con tempi di realizzazione espliciti. Alla fine ha evidenziato che le aziende ICT hanno molte competenze da mettere a disposizione, ma che si dovrebbe ripensare il rapporto domanda/offerta tra PA e aziende. Immagino che volesse intendere che una PA che aquista ed avvia progetti innovativi sempre con gare a ribasso di prezzo, difficilmente ottiene la collaborazione di competenze di pregio (forse anche qui io lo esprimo in un modo troppo diretto?).  Anche Pierfrancesco Di Giuseppe ha messo il dito sul tema degli investimenti evidenziando come nel 2009 la spesa Italiana pro-capite in ICT era inferiore a paesi come Grecia e Portogallo. Quindi è sbagliato operare una riduzione della spesa della PA in questo settore. Giuseppe Gorla ha manifestato interesse per i contenuti dell’Agenda Digitale, perplessità perché si è chiesto “perché non è stato fatto prima” e preoccupazione per la mancanza di senso d’urgenza per l’attuazione. Pierpaolo Taliento ha detto che le industrie devono elaborare dei nuovi modelli di business ed ha detto che l’offerta resa disponibile dalla sua azienda nell’area della sicurezza è fondamentale per il Cloud. Maurizio Gonzales ha evidenziato come la piccola impresa sia un asset prezioso per il paese e che è importante che parallelamente all’Agenda Digitale venga predisposta una Governance adeguata di cui non può farsi carico l’industria ICT.
Ha anche evidenziato come per lo sviluppo di modalità Cloud sia importate una rete adeguata ed un uso corretto, dicendo che se la banda (immagino nelle aziende) viene utilizzata per “video, chat, eccetera, allora non mi è utile“. Spero di non aver colto bene il contesto di questa frase e, quindi, di averne travisato il vero significato; perché se quello che ho sentito ed immediatamente trascritto nei miei appunti è quello che voleva dire, alora non sono d’accordo. Strumenti come quelli citati, a mio parere posono essere utilizzati come strumenti di produttività o di apertura su nuovo canali di business: appunto il Social Business.

Franco Bassanini ha gestito, dopo un intervallo per un caffè, la seconda tavola rotonda in modo eccellente. Risultato reso possibile anche grazie ai partecipanti: invece che una giostra di noiosi sproloqui dove il notabile di turno recitava il discorso preparato, è stata una serie di interventi, alternati da scambi di opinioni, dove chiaramente ciascuno condivideva le considerazioni o le esperienze della amministrazione a cui apparteneva. Dico subito che non sono d’accordo con il commento “si, ma questo che c’entra con il Cloud?” che ho sentito tra la folla nell’intervallo successivo; perché erano tutte esperienze di ambienti ICT o di controllori di ambienti ICT che rappresentano l’as-is da cui partire per effettuare trasformazionni innovative. Non mi aspettavo che il summit fosse una sessione sulle tecniche da utilizzare in un cloud o solo sui progetti cloud, ma anche sulla situazione della PA e sui punti di vista dei protagonisti. Mi è dispiaciuto veramente non poter essere presente nel pomeriggio.

Rileggendo gli appunti che ho preso mi sembra di avervi dato un’idea abbastanza completa della mattinata. Sono convito che su affermazioni specifiche si potrebbero aprire mille dibattiti e io stesso ho evitato di riportare alcuni mie punti di vista differenti da tizio o da caio, ma qui volevo comunicarvi il mio parere sull’evento in sé: positivo e stimolante.
E’ stato detto che a breve saranno rese disponibili ai partcipanti le presentazioni: spero che lo siano in forma pubblica anche sui siti delle organizzazioni promotrici; in questo caso vi terrò informati.