Dell arroccata da Microsoft – Riflessioni dovute


DellNell’ultimo post parlando della mossa annunciata, ho esposto le mie riflessioni principalmente su Microsoft. Ma leggendo nuovi commenti mi sembra corretto rivedere il tutto anche dal punto di vista di Dell.

Lo scorso anno ho espresso il mio parere sullo stato di salute non buono di Dell e sul fatto che, cercare di ampliare la sua offerta con i servizi e reindirizzarla sul mercato enterprise, non avrebbe dato i risultati sperati, sopratutto nel breve periodo e quindi…..

Ma “quindi” è il problema, è l’ostacolo posto non tanto dal mercato che compra i prodotti Dell, quanto dal mercato che compra le azioni Dell. Troppo spesso frasi come le pressioni del mercato, le esigenze del mercato, imputano al primo pressioni ed esigenze dettate dal secondo.

Ora se Dell (in realtà qualsiasi azienda) deve agire all’interno della tempistica dettata dal mercato che compra le azioni non riesce quasi mai ad avere il tempo per pensare, e portare a termine, quelle innovazioni che vengono apprezzate dal mercato che compra i prodotti. Ricerca e sviluppo non sono facili da piegare alle necessità trimestrali dei mercati finanziari.

Ecco perché, sulla mossa Microsoft-Dell, si legge che alcuni azionisti importanti resistono all’idea della privatizzazione e “il principale azionista indipendente di Dell ha dichiarato che voterà contro la proposta . Si tratta di Southeastern Management che ha dichiarato ufficialmente che la cifra di 13,65 dollari per azione offerta agli investitori , nonostante che porti un sovrapprezzo del 25 per cento sul valore dell’azione di un mese fa , è ancora troppo bassa e non la approverà.“. La Southeastern Management ovviamente non è interessata all’azienda Dell, ma al suo profitto che reputa non soddisfacente.

Ma perché per Dell è importante privatizzare? Cosa cambia per l’azienda se le azioni sono sul mercato o possedute interamente da pochi privati? In questo caso Microsoft-Michael Dell (il fondatore)-Silver Lake. In un post di qualche giorno fa è spiegato bene: Michael Dell, consapevole della criticità del momento, vuole riuscire ad imprimenre una svolta concreta all’azienda e per far questo deve essere “lontano dai riflettori e le pressioni finanziarie di Wall Street.

Non vi ricorda l’ostinazione con cui Steve Jobs non voleva pagare i dividendi? Non vi sembra che le aziende tecnologiche debbano porre nuovamente la ricerca e l’innovazione al centro delle loro iniziative e sacrificare meno “attenzioni” sull’altare delle borse? La mossa di Michael Dell è l’unica possibile per evitare di diventare ua mucca da mungere dal mercato azionario e, una volta prosciugata, essere mandata allo sfacelo (facendo guadagnare le borse anche in questa discesa….)?

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Microsoft muove ed arrocca Dell


English version

A Roma “nun te tieni ‘n cecio ‘n bocca!” Si dice di uno che non riesce a mantere il più piccolo segreto e ne va subito a parlare in giro. Ora anche se non è un segreto io mi sento in dovere di parlare subito della notizia su Microsoft e Dell. Notizia che il sito di Repubblica titola in modo sensazionalistico Microsoft rileva Dell per 24,2 miliardi insieme al fondatore e a Silver Lake, ma più correttamente il Wall Steet Journal si chiede Why is Microsoft Investing in Dell? e Microsoft in tono formale comunica il suo Statement on Loan to Support Dell Privatization. Parto dal colosso di Redmond che annuncia di “aver fornito un prestito di 2 miliardi di dollari al gruppo che renderà Dell privata“. Per privata si intende non quotata in borsa, ma posseduta interamente da una azienda o un gruppo di aziende. “Microsoft si impegna per il successo nel lungo termine dell’ecosistema dei PC ed investe pesantemente in molti modi per costruire l’ecosistema del futuro. Siamo in un mercato che si evolve di continuo. Come sempre noi continueremo a cercare le opportunità che permettano ai nostri partner impegnati nell’innovare ed a basare le attività su loro prodotti e servizi disegnati sulla piattaforma Microsoft.”
Secondo il WSJ I motivi di questa mossa sono duplici: da una parte Microsoft vuole difendere il mondo Windows dagli attacchi provenienti da tutti i lati. Dall’altra vuole aumentare la sua penetrazione nei sistemi aziendali. Poi il WSJ percorre “l’intrigante storia degli investimenti di Microsoft” indicando i riferimenti di Nokia del 2011 e dei 240M$ investiti in Facebook nel 2007 senza ottenere nemmeno un posto nel consiglio di amministrazione (board of directors) che hanno portato soltanto alla cooperazione tra il social network ed il motore di ricerca Bing. L’articolo continua spiegando che i server Dell e la sua offerta infrastrutturale saranno il cavallo di Troia all’interno dei dipartimenti IT delle aziende.
Questo per aumentare la presenza di Microsoft nelle aziende che stanno dirigendosi sempre più verso servizi Cloud del tipo SaaS come Salesforce.com.
Letta cosí Dell sembra un’azienda destinata soltanto ad essere funzionale a Microsoft ora che il duopolio Wintel è sotto attacco (potete leggere i post su Intel e Dell dello scorso anno sull’Almanacco 2012). Ma indubbiamente l’azienda di Redmond dalla fine degli anni ’90 ha usato la sua liquidità per fare investimenti che aumentassero la sua posizione entrando in aree strategiche.
Il mio parere é che questa intenzione non è stata affiancata da una strategia chiara e precisa. Rileggendo il percorso dei soldi di Microsoft troviamo nel ’97 1B$ in Comcast Corp un cable-provider rivenduto nel 2009; 150M$ nel ’97 in Apple per sviluppare Sw per Mac; nel ’99 5B$ nell’AT&T per garantirai l’utilizzo di Windows nei set-top box del provider che non sono mai decollati; solo 10M$ per la Bungle Studio, l’azienda creatrice del videogioco Halo. Si continua con una telecom Coreana nel 2001; con l’acquisizione delle aziende Great Plains e Navision che contribuirono con Sw di tipo aziendale; l’investimento di 6.3B$ nell’azienda di pubblicità online aQuantive dichiarato fallimentare nel 2012; nel 2008 500M$ per acquisire la Danger che con la sua decennale esperienza doveva far sbarcare Microsoft nel mercato dei telefonini, ma produsse soltanto il Kin Phone nel 2010, non proprio un successo (sono solo 3 anni fa, voi lo ricordate?). Ancora Yahoo, Nokia, Skype e Nook.
Cavi, telecom, videogiochi, pubblicitá online, libri per la scuola ed ora Dell. Se c’è non capisco qual’è la strategia.
Nel panorama Entrprise vedo un’altra grande azienda di Sw che agguanta un produttore di Hw, non proprio splendente per proporre dei bundle alle aziende vincolanti su una piattaforma specifica. Non prodotti innovativi con una flessibilitá architetturale che lasciano libertà di scelta sulla definizione dello stack Sw adeguato.

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Dell: senza mainframe possiamo inventare il futuro (ci inventiamo il mainframe)


zEnterprise-DellSu 01net.it ho letto il post dal titolo Dell: senza mainframe possiamo inventare il futuro. Il primo impulso è stato quello di commentare il post con delle osservazioni su quanto detto da Michael Dell (appunto il CEO di Dell) nel keynote di apertura del Dell World 2012. Poi invece che commentare quanto riportato, sono andato alla fonte ed ho cercato documentazione delle varie affermazioni; mi sono iscritto al Dell World 2012 ed ho potuto accedere al video del keynote (2 giorni dopo era disponibile su youtube una parte solamente). L’ho visto e rivisto sul PC come se avessi una moviola per non perdermi una parola (vi riporto i tempi delle citazioni sul filmato originale).

Dopo circa 8 minuti delle celebrazioni di rito Michael afferma che “We strongly believe that pcs are important” (8:20) poi afferma che quest’anno nel mondo sono stati venduti 400 milioni e ne esistono installati 1.5 miliardi. Successivamente parla di alcuni nuovi o innovativi prodotti che Dell propone per il mercato: i dispositivi  XPS10 e XPS27 e di un nuovo dispositivo da 18″ all-in-one dalle possibilità illimitate che, a suo dire, darà al miliardo e mezzo di utenti la motivazione per acquistare un nuovo PC: “his adoption accelerates, for Windows 8 and for touch, is gone a give the entire billion and a half install base of users, a reason to get a new PC. ” Penso che queste siano affermazioni e proposte dovute per un’azienda nata come produttore di PC che cerca di adeguarsi alle condizioni mutate di questo mercato.

Poi passa al tema dei Datacenter affermando che Dell da 20 anni produce server: “I want just remind that this is not a new area for Dell. We’ve been in the server business for almost 2 decades.” (11:21) e che è la numero 1 come market share per i server in Nord America ed in Asia: “Thanks to our customers Dell now is number 1 in market share in servers in North America and Asia“. E qui non lo capisco, e le antenne mi si alzano. Si perché questa affermazione viene fatta senza citare la fonte, senza dire chi ha fatto questa rilevazione; allora sospendo la visione e cerco notizie su queste classifiche. Mi imbatto sul Post di Alex Williams di techcrunch.com che potete vedere a questo link. Anche lui nota come non sia citata la fonte, anzi, dice che ad oggi non c’è nessuna comunicazione ufficiale di tale graduatoria e che ha chiesto informazioni, tramite Twitter, ad un analista dell’IDC Matt Eastwood. Matt gli ha risposto che “Dell’s #2 in server units & #2 in x86 server revenue. They are #3 in server rev overall (pesky mainframes).” senza citazioni di primi posti. Comunque sperando che fossero tweet pubblici li ho cercati ed effettivamente li vedete nella foto.Screen Shot 2012-12-16 at 11.40.41 AMMichael continua sostenendo che la vera area interessante sono le Converge Solutions.  “But the real interesting area here are Converge Solutions. This is really at the core of the market disruption that Dell is driving right now.” (13:07) e le illlustra come un’astrazione del datacenter ad un livello più alto: “What we’re doing with converge solutions is abstracting data centre to an higher level, used you have to worry about power switches and LAN what kind of memory you have, processors and switching lot a lot of details. Now you can focus on workloads and quality of services and applications freeing up time and resources to really drive innovation within your organisation. ” (13:17). Affermando che non ci si deve più preoccupare di switch, storage ed altri dettagli, ma ci si potrà focalizare sui workloads e sulla QoS (Quality of Service). Ma io non trovo nulla di così disruption. Senza citare quanto questi temi sono insiti nelle architetture System z, mi sembrano una ripresa di quanto venne annunciato nel 2010 dalla piattaforma zEnterprise che solo per i PureSystems ha perso il titolo di unico sistema ibrido con flessibilità architetturali uniche (e due anni di differenza sulla tecnologia non sono pochi).

Enterprise Solutions, Software e Servizi sono gli argomenti successivi che Michael affronta per descrivere quanto radicale sia stata la trasformazione di Dell:  “As I said the Dell Transformation has been consistent and disciplined we’re made no mistake, we’re moved aggressively. Over the past few years we brought Enterprise Solutions, Software and Services  very significantly to the point where are now more than half Dell’s gross margin.“(20:27).  Poi, tra le testimonianze dei clienti, afferma “One of the great advantage that Dell brings to the datacenters is a very clear point of view. We don’t have mainframes or many computer or other legacy software platforms that we’r trying to protect. Dell is a company born in the microprocessor age we are not protecting the pass we are inventing the future. And all ors solution are built around  next-generation scale- out  industry standard architectures.“. Ovviamente manda una frecciata alla parte di mercato per lui più appetibile ed è un messaggio che cerca di mettere in positivo la differenziazione esistente.

Si perché a mio parere la differenza c’è. Intanto vorri vedere quale programma, utilizato nel server Dell di 20 anni fa, senza essere ricompilato sia in grado di essere eseguito su un server Dell di oggi sui cui è installto uno stack di Sw di base ugualmente aggiornato. Ma a me Dell sembra, come altri player nel mercato ICT, che stia cercando di colmare un GAP ancora molto evidente e per far questo stia proponendo dei sistemi che ripercorrono la strada tracciata dai mainframe. Poi non dobbiamo dimenticare che è una compagnia che costruisce prodotti basati, per la maggior parte, su contenuti tecnologici sviluppati da altri: Intel in prima linea. In questo blog ho avuto modo di esprimere le mie opinioni sul futuro di Intel che, a seconda delle sue scelte potrebbe influire drasticamente su azienda come Dell.

Screen Shot 2012-12-16 at 3.56.32 PM

Mi sembra un’ottima sintesi della situazione e delle scelte fatte dalle aziende nel mercato dei server, il grafico che si ottiene da Yahoo Finance paragonando gli andamenti delle azioni negli ultimi due anni. Aziende come Intel ed Oracle sono più o meno allo stesso punto; Intel deve decidere il suo futuro e lo può fare forte di una grossa capitalizzazione. Ma questa decisione influenzerà pesantemente il futuro di aziende come HP e Dell che dipendono dalle sue scelte tecnologiche.