Il vantaggio di essere grandi


Angled view of a portion of an IBM chip showing blue optical waveguides transmitting high-speed optical signals and yellow copper wires carrying high-speed electrical signals. IBM Silicon Nanophotonics technology is capable of integrating optical and electrical circuits side-by-side on the same chip. Click on picture to see in its original size.

In questi giorni si è dato spazio sulla stampa all’annuncio del 10 Dicembre, da parte di IBM, dell’utilizzo della tecnologia silicon nanophotonics  per comunicare tra diversi chip o al loro interno in modalità ottica invece che elettronica. Permettendo quindi di raggiungere velocità enormi nel trasferimento dei dati. Basta andare su Google e digitare “ibm nanophotonic” per avere l’imbarazzo della scelta di annunci e comunicati.

Ma, al solito, non mi soddisfa ed eccomi a condividere con voi il mio approfondimento. Per iniziare, la notizia integrale si trova nel comunicato IBM dal titolo Silicon Integrated Nanophotonics Technology: from the Lab to the Fab e, a mio parere, la vera novità è che la tecnologia nanofotonica è stata applicata nel costruire un chip con i procedimenti della fabbrica invece che con macchinari e tempi da laboratorio. Un dato che mi ha colpito è che la tecnologia costruttiva utilizzata è stata di 90nm; questo perché nello stesso giorno Intel ha fatto parlare di sé per l’utilizzo della tecnologia costruttiva di 22nm.

Mi sembra che da una parte si stia cercando di spingere sulla ricerca che renda disponibili procesori sempre più veloci per i datacenter, mentre dall’altra si stia mettendo al centro degli sviluppi la miniaturizzazione e il risparmio energetico. Sicuramente questi sono temi importanti, ma il risparmio energetico a cui si punta in un datacenter è indirizzato su una riduzione totale, mentre i componenti che soddisfano tablet e portatili devono essere gentili nell’utilizzo delle batterie. Poi il fatto di potersi avvalere di processi costruttivi non così spinti al limite, permette, appunto, di far coesistere sul chip quelle tecnologie che vanno a soddisfare i bisogni emergenti di trattamento di grosse moli di dati.

Quindi la vera notizia è che la tecnologia “CMOS Integrated Nanophotonics” annunciata da IBM nel Dicembre del 2010 ora diventa molto più vicina ad una sua applicazione per i sistemi che popolano i datacenter.

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