Pure System: il mainframe non mainframe


 Ne abbiamo visto le presentazioni,  negli ultimi tempi IBM non ha lesinato tempo ed energie per parlarne, gli speaker hanno elencato Tera, Nodi, Cores, Processori . Ma cos’e’ realmente il “Pure System”?

Ad un’osservazione superficiale potrebbe sembrare un rack con server dischi e vari switch che fanno da collante. I piu’ maligni potrebbero dire che e’ un sistema di IBM per vendere piu’ roba in un colpo solo. Ma “Pure System” ha le carte in regola per diventare un punto di svolta e stravolgere l’aspetto dell’infrastruttura IT.Image

Una considerazione esagerata? Partiamo dalla domanda che si pone sempre in questi casi: “Perche’ dovrei acquisire un sistema “Pure System” e non continuare con quello che sto facendo adesso che, tutto sommato, funziona,  costa poco e lo governiamo bene?”.  

Gia’. Proprio cosi’. Quello che sto facendo adesso.

Se per un attimo ci soffermiamo a pensare come e’ cresciuta l’infrastruttura IT ci accorgiamo di aver fatto un grosso esercizio di bricolage.

Sono stati presi dei server, poi gli switch di rete. Qualcuno ha messo uno switch su ogni rack dei server, altri hanno radunato con fasci di cavi verso un rack di dispositivi di rete. E per lo storage lo stesso, varie soluzioni, brand diversi, collegamenti con switch in fibra, altri hanno preferito  collegamenti diretti al server.  

E per il controllo che tutto funzioni? Nessun problema! Si puo’ attingere alla vasta libreria di prodotti Open, con qualche personalizzazione, oppure basarsi su vari prodotti terzi. Chiaramente ogni singolo componente  server, storage, network ecc.  ha un suo sistema di gestione/controllo che dovrebbe essere integrato in un punto di raccolta unico. C’e’ chi lo fa, altri pressati da mille problemi,  si dedicano ad altro.  

Tutte soluzioni correttissime! Per carita’! Che altro si doveva fare? Installazioni da manuale, almeno nel momento in cui sono state realizzate, ma poi le cose sono cambiate. I carichi sono cresciuti e la tecnologia evolve in fretta, sforna continuamente migliorie facendo invecchiare presto quanto appena messo in pista        e ..…  cosa facciamo? Continuiamo aggiungendo pezzetti o aggiorniamo il tutto? Ma la migrazione come la facciamo? Quando e con quali risorse la facciamo? E cosi’ continuiamo aggiustando le cose e stratificandoci sopra sempre di nuovo.

Ma ci sono anche altri grattacapi. La server farm potra’ anche essere stata costruita seguendo le regole da manuale ma, in ogni caso, occorre documentarla e tenere aggiornata la documentazione. E documentare significa poter consentire ad una persona che vede per la prima volta l’ambiente, di poter acquisire tutte le informazioni necessarie per poterci lavorare in autonomia.     

Dov’e’ quindi la forza del “Pure System”? E’ di fatto una “server farm” standard, pronta all’uso che puo’ crescere semplicemente richiedendo un upgrade.  E standard significa disporre di documentazione completa e redatta in modo preciso, continuamente implementata: il personale, formato sul sistema,  ritrova in ogni installazione un ambiente sempre uguale, diversamente da oggi, dove in ogni installazione si ritrova un sistema nato e cresciuto secondo schemi diversi e riunendo componenti eterogenee.  

Se poi al “ferro” si aggiunge lo strato di software precaricato il giro si chiude. L’infrastruttura IT  si realizza ordinando un “Pure System” e …..  attaccandogli la spina!

Insomma  “Pure System”  si  pone  come  un’altra pietra  miliare  nel percorso verso  la  semplificazione dell’infrastruttura. Ricordo altri due punti salienti: La virtualizzazione con VmWare e la tecnologia dei blade. In entrambi  i casi era difficile afferrarne la componente innovativa, ma ora sono evidenti grazie alla loro ben consolidata affermazione.

Nel titolo ho esordito con la definizione: “Mainframe non Mainframe”. Ho preso spunto dagli annunci di fine Agosto quando e’ stato presentato il nuovo sistema “Z”. Ai processori  tradizionali viene integrata una board con processori Power ed x86 che possono sostenere carichi che lavorano in simbiosi con i carichi mainframe.  Insomma un centro IT all’interno di un armadio.

Ma per chi non ha bisogno di processori “Z” ecco il “Pure System”. Un mainframe EC12 senza i processori “Z”.   Insomma … un mainframe senza il mainframe.

Come ho già sottolineato considero questa dei PureSystems una svolta epocale, capace di rivoluzionare l’infrastruttra IT delle imprese. A questo punto la domanda che mi pongo, e che vi pongo, è:  le aziende, in particolare quelle italiane, saranno in grado di comprendere e cogliere questa opportunità?

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2 thoughts on “Pure System: il mainframe non mainframe

  1. Ugo Manieri ha detto:

    Caro Ivan, hai spiegato molto bene con un chiaro e semplice articolo che cos’è il “Pure System”, nuova “invenzione” IBM. Ma tu credi che gli utenti, su una cosa del genere, ci si butteranno a capofitto o preferiranno di proseguire a fare del “bricolage sistemistico” pensando di spendere meno e di fare meglio ? (sempre che il Pure System funzioni bene e sia opportunamente eonomico).

    • ivancasagrande ha detto:

      Ritengo che il percorso verso il “Pure System” sia ineluttabile, probabilmente i primi ad approdarvi saranno i reduci da una dolorosa “scottatura” o da pochi “illuminati” con la disponibilita’ di budget (molto rara di questi tempi) che gli consente una certa liberta’ di movimento.
      Immagino che presto l’architettura verra’ ripresa da altri fornitori e ci sara’ battaglia furiosa a suon di offerte speciali, campagne di marketing ecc.
      Insomma la strada e’ tracciata, come sempre succede in questi casi, vi e’ diffidenza nel percorrerla e si aspetta che sia qualcun altro a fare da apripista.

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