Nuovi chip, nuovi scenari: come si paga la ricerca?


Un’altro post sul tema dei cambiamenti e dei confronti/scontri tra i produttori di chip e non riesco più a tenere per me un’idea che mi gira nella mente da un po’ di tempo. E’ un’idea che non ho mai strutturato e condiviso, per pudore e per non apparire come un esaltatore a tutti i costi (e per amor di stipendio…) dell’azienda in cui lavoro: l’IBM.

Ma procediamo con ordine, intanto vi suggerisco di leggere questi articoli che descrivono da diversi aspetti quello che sta accadendo nel mercato, poi, a seguire, le mie riflessioni:

ARM parte dai netbook per scalzare Intel dai computer – su http://www.tomshw.it ARM è un produttore di chip per smaprtphone che, per crescere, sta iniziando ad entrare nel mercato dei notebook e dei portatili: “Tudor Brown aveva già detto più di un anno fa che entro il 2015 ARM avrebbe conquistato il 50 percento delle quote di mercato nell’equipaggiamento dei PC portatili. Oggi iniziano ad essere in circolazione i primi portatili con i chip dell’azienda inglese.”

Dell, HP, Lexmark: Sell Them All, Buy IBM, Citi Analyst Says – il sito di http://www.forbes.com commenta un documento di Jim Suva, un analista di Citigroup, che vede un futuro scuro per alcuni player perchè prevede una contrazione dell’1% in 2013 nel numero di PC venduti, ben al di sotto del previsto aumento del 7%; principalmente dovuta alla crescita del 59% della vendita di tablet.

ARM, Intel battle heats up on networking front – da http://www.eetimes.com un articolo dove si sostiene che “[…] si sta aprendo un’altro fronte nella guerra delle architetture tra ARM ed Intel. Entrambe vedono aumentare quote di mercato nei dispositivi di rete dove ARM è un nuovo arrivato, ma Intel non è ancora dominante”

Analysis: As PC era fades, good times may be over at Intelhttp://www.reuters.com ci dice che man mano che tablet e smartphone attirano un maggior numero di utenti, Intel si trova a dover rispondere a domande sempre più difficili. Intel è considerata il re del mondo Wintel (PC, portatili e server x86), ma nel mondo in rapida e spietata crescita degli smartphones, Intel sta lottando – la sua quota di mercato è inferiore all’1 per cento – con Qualcomm Inc, Samsung Electronics Co Ltd, ARM Holdings Plc e altri.

Io ricordo benissimo quando, i primi degli anni ’80, fecero ingresso i primi PC. Fino a pochi anni prima i soli produttori di chip per computer erano l’IBM ed altre aziende come Digital, Motorola, Amdhal, Hitachi. Poichè produrre nuovi chip significa fondamentalmente investire in ricerca e sviluppo, Intel potè beneficiare dei profitti ottenuti dalla sua diffusione su larga scala, mentre gli altri, vedendo pian piano erodere quote di mercato, sono tutti spariti, tranne Motorola che dalla famiglia 68000 con cui furono equipaggiati i primisistemi SUN si è spostata su settori di mercato come quello dell’automazione, la logistica e del mobile.

Secondo me lo scenario di adesso è questo: il mercato dell’ICT di tipo Enterprise si muove per gestire grosi mole di dati ed utilizzare modelli Cloud. IBM è una delle poche aziende ingrado di investire 1 B$ in ricerca per sviluppare nuovi chip adatti per questo mercato. Intel investe in ricerca per proporre famiglie di chip che, nelle differenti versioni possano andar bene sia nel mercato Enterprise dove i margini sono maggiori, ma i volumi non alti come nel mercato personal e portatili. Qui, sebbene con margini minori, ma grazie ai grossi volumi Intel è in grado di portare a casa grandi profitti che le permettono di crescere e di finanziare la ricerca.

Quello che penso io e che quelli a cui l’ho detto considerano folle,  è che Intel con i suoi circa 100.000 dipendenti rischia di fare la fine della Digital (anch’essa coincidenza aveva circa 100.000 dipendenti).  Questo perchè se il mercato dei PC, dove Intel è re, crollerà sotto la pressione di smartphone e tablet, dove Intel non ha un ruolo così predominante, il risultato sarà che non avrà più la liquidità necessaria a finanziare la ricerca.

Inoltre io penso che i due mercati potrebbero specializzarsi ed allontanarsi perchè uno ha bisogno di miniaturizzazione spinta, bassissimi consumi e alte capacità per elaborazione di video. Mentre per l’altro la miniaturizzazione non è un grosso problema e può permettersi delle tecnologie di produzione dei chip più economiche. Questo porterà, sempre secondo il mio parere, ad una crisi o perlomeno di fronte ad una scelta quei produttori come Intel che vogliono mantenere un ruolo in entrambi i mercati. Da parte di IBM una scelta che valuto lungimirante, anche se accolta da molti con perplessità, fu quella di abbandonare il settore dei PC con la vendita della sua relativa divisione a Lenovo. Adesso IBM è un’azienda focalizzata nel mercato Enterprise si, ma a tutti i livelli. La scelta è stata fatta ed anche vedendo i trend delle azioni mi sembra che il mercato lo riconosca.

Ovviamente tutte queste sono opinioni e previsioni che solo il tempo potrà confermare o smentire…

AGGIORNAMENTO: Un altro post sull’argomento Intel’s Moore’s Law may ultimately meet economic limits

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2 thoughts on “Nuovi chip, nuovi scenari: come si paga la ricerca?

  1. Ivan Casagrande ha detto:

    Ricordo quando IBM abbandono’ il mercato dei PC.
    Ormai erano cose che si trovavano anche nei supermercati, ma molti temettero in un passo falso, il segnale di un’IBM che perdeva colpi.
    A distanza di qualche anno si e’ rivelata, invece, una decisione lungimirante.

  2. […] un post precedente avevo fatto delle riflessioni sul fatto che i costruttori di chip si focalizzano su mercati che, […]

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