Big One: Ma chi avrebbe mai potuto prevedere che ……


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E’ notizia drammatica di queste ultime settimane. Il terremoto devastante in Emilia, scosse che si susseguono senza dare tregua, vittime ed enormi danni economici.

I media ci hanno mostrato i capannoni collassati ed i danni derivanti dal fermo della produzione.  La Magistratura ha avviato un’inchiesta sulla fragilita’ delle strutture dei capannoni il cui crollo e’ stata la causa principe delle perdite umane.

Da cio’ che riportano le immagini dalle zone del disastro, i capannoni sembrano crollati perche’ non progettati per resistere ad un terremoto. Si vedono chiaramente strutture con i pilastri e le travi orizzontali. Strutture molto resistenti quando i pilastri devono sostenere forti carichi di compressione, ma che collassano sotto il peso delle travi quando le scosse del terremoto fanno oscillare lateralmente il pilastro.

Intendiamoci, non e’ un difetto di progettazione, semplicemente la struttura e’ stata prevista per sostenere un certo tipo di sollecitazioni. Per resistere ad un terremoto avrebbe dovuto avere una maggiore rigidita’ ottenuta mettendo delle barre diagonali fra pilastro e trave o mettendo i cosiddetti muri di tamponamento. Chiaramente una struttura cosi’ fatta sarebbe costata di piu’.

Le industrie non hanno problemi a costruire prodotti di qualita’, ma alla fine si devono adeguare a quello che richiede il cliente. Immagino cosa avra’ chiesto il committente emiliano: “… vorrei un deposito per custodire e stagionare 10.000 forme di Parmigiano, ma ho bisogno di risparmiare … economico …. perche’ sa … la crisi..”. E’ chi poteva biasimarlo, essere concorrenziali vuol dire anche tagliare i costi all’essenziale e poi .. terremoto?!?  In una pianura alluvionale! Ma non si e’ mai visto!

E cosi’ 10.000 forme di Parmigiano non termineranno la stagionatura e finiranno nelle buste  di grattugiato a poco prezzo.

Ci sono forti analogie con le cose che viviamo giornalmente nel nostro lavoro. Ormai le scelte sono dettate dai prezzi. Di fatto le decisioni sono prese dagli uffici acquisti. Occorre fare salti mortali per poter indirizzare la fornitura verso un sistema od un fornitore …… Parole come “qualita” “servizio” “sicurezza” sembra abbiano perso valore, sono armi spuntate contro il management che al termine di una ponderosa relazione tecnica  vede solo il numero preceduto dal simbolo dell’Euro.

E cosi’ 10.000 tabelle di data base vengono “depositate” su storage velocissimi, economici, ma … con raid al minimo sindacale. Si puo’ discutere che se si avesse un secondo disco guasto quando il primo guasto non fosse ancora stato riparato ci si troverebbe in una situazione drammatica. Ma ci si guadagnerebbe solo la patente di menagramo.

Cosi’ ci troviamo poco alla volta con un’infrastruttura che scendendo a continui compromessi economici si prepara al “Big One”.

Quando sara’? Quale sara’ l’elemento scatenante? Come ne potremmo venire fuori?

Intanto tenere ben “oliate” le procedure di Disaster Recovery e di Backup tenendo sempre in mente che i nostri dati una volta “grattugiati” non ce li puo’ piu’ ridare nessuno.

Non dare per scontato che e’ una cosa talmente improbabile che non potra’ mai accadere, anzi direi che si dovrebbe cominciare proprio da loro.

E poi cura dei particolari. Ci si preoccupa di proteggere un sistema da mille insidie e poi questo si ferma per la vite di un rack od il cavetto di uno switch. Eh si! Perche’ ormai i sistemi crescono senza un piano regolatore e con mille condoni. Avete mai pensato a quanta roba viene attivata per concludere una transazione. Alla galassia di server che ruotano attorno ad un click. Ciascuno usa una processore della memoria, ha a bordo diversi strati di software che fanno operazioni sui dischi, di rete, comunicano con altri server e fanno fare alla nostra transazione un piccolo passo avanti. Devono funzionare tutti se vogliamo che il nostro click si concluda con il risultato.

Com’e’ vulnerabile tutta questa roba. Fasci di fili che vanno da un armadio all’altro. Se ne stacca uno e …. chi lo becca piu’? La diagnostica riesce a coprire questo? Quanto ci si mette a sistemarlo?

E allora il nostro CIO andra’ in un negozio di computer e chiedera’ : “ mi dia un sistema per le mie 10.000 tabelle di Data Base.  Si mi piacerebbe un Mainframe, ma sa com’e’ .. la crisi. Vedro’ di mettere insieme un po’ di server, qualche switch, delle schede ed altra roba.  Tanto funziona lo stesso , ma vuoi mettere quanto risparmio! ”

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One thought on “Big One: Ma chi avrebbe mai potuto prevedere che ……

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